Langhe e Roero – tra Lago e Mare (402km)

Il percorso che, partendo da Arona sul Lago Maggiore, vi porterà al mare, attraversa le colline di Langhe e Roero da nord a sud senza grandi digressioni in senso longitudinale. È in sostanza un percorso panoramico ma piuttosto veloce. Per un viaggio senza fretta potete avvalervi delle numerose intersezioni con i tre percorsi mototuristici interamente dedicati al nostro territorio. Insomma potete “costruire” in libertà il vostro viaggio ideale su due ruote, sempre in nostra compagnia.
Le colline vitate che si distendono a sud del Po in realtà iniziano già con il Monferrato che appunto attraversate arrivando da Chivasso. Colline dolci e molto più basse di quelle delle Langhe, che si moltiplicanoall’orizzonte come dune di un verde sahara.

I borghi medioevali con i loro castelli, le punteggiano innumerevoli e –per scorrere brevemente
il nostro percorso– vi consigliamo una sosta almeno all’Abbazia di Vezzolano (fondata pare da Carlo Magno) ad

Albugnano, alle stupende chiese romaniche di San Nazario di Montechiaro e San Secondo di Cortazzone, nonché al centro storico di San Damiano, pregevole esempio di villa nova. Il percorso dei castelli astigiani tocca fra i molti altri Piea (dove si tengono importanti aste di antiquariato), Cortanze, Casasco, Soglio, Cortazzone, Monale, tutti in un pugno di chilometri. A Cisterna proprio sul confine del Roero trovate nell’imponente maniero medioevale appena ingentilito da una facciata seicentesca, il “Museo delle Arti e Mestieri di un Tempo”, imperdibile collezione di lavori ormai in disuso diviso per sale tematiche. Quindi scendiamo attraverso una notevole strada panoramica tra ciabòt (capanni agricoli) e vigneti su Canale, la capitale del Pesco (intersezione per l’itinerario n.2).

Quindi imbocchiamo la Valle dei Lunghi per salire a Santo Stefano Roero la cui torre di guardia è ormai quasi

inghiottita da una delle più impressionanti Rocche di tutto il Roero. Eccoci quindi a Montà dove trovate il percorso più dolce del mondo, la Strada del Miele (da Montà a Pocapaglia, anche per i sentieri delle rocche, un percorso didattico con tappe e degustazioni) e un bel santuario immerso nel verde. Ripassiamo da Canale per salire a Vezza, dove parte la Strada Romantica di Langhe e Roero (11 tappe fino a Camerana, posizionate in molti dei più bei “balconi” del territorio) e dove si tiene a novembre una bella Fiera Regionale del Tartufo. Tra pesche e pere (sono due delle molte eccellenze agroalimentari del Roero) scendiamo di nuovo per raggiungere Corneliano (da assaggiare la Favorita, un bianco tipico del Roero) bel borgo contadino sormontato dalla torre decagonale in mattoni. Quindi a Piobesi abbiamo un altro incrocio con l’itinerario n. 2 e proseguiamo attraverso la popolosa frazione di Mussotto per il ponte sul Tanaro. Passato il fiume eccoci nelle Langhe e nella loro capitale Alba (da cui si dipartono anche gli itinerari n. 3 e 4). Usciamo in direzione della frazione Gallo (famosa per il torrone), dominata dalla mole del Castello di Grinzane che fu del Conte di Cavour (vedi itinerario n. 3) per salire a Castiglione Falletto e quindi Monforte (seguendo l’itinerario n.3) per scendere a Dogliani, la capitale del Dolcetto, divisa in due borghi e “vestita” in modo originale dallo Schellino, il Gaudì delle Langhe. Dogliani è anche la città di Luigi Einaudi, primo Presidente della Repubblica ed economista di fama mondiale (era però nato a Carrù): una sosta alla Biblioteca e un’altra alla bella Bottega del Vino si impongono!
Da Dogliani inoltriamoci nei boschi del torrente Rea e raggiungiamo Somano, piccolo borgo dove si tiene la Sagra della Castagna e saliamo quindi a Bossolasco, famoso centro dell’Alta Langa (ormai alla vite sono subentrati il nocciolo e il prato da pascolo), con il centro coperto di rose, il bel Palazzo Balestrino in pietra di langa e una lunga tradizione di artisti ospiti (come il “Gruppo dei Sei” di Torino). Dal paese scendiamo al Belbo per risalire sull’erta di Niella (vedi itinerario n. 4); da Niella la strada sale ancora per la Vetta delle Langhe, Mombarcaro, a quasi 900 metri sul livello del mare. Ridiscendiamo ancora in Belbo sfiorando la Riserva Naturale delle sue sorgenti, per risalire sul crinale del Tanaro e seguirlo fino a Murazzano (vedi itinerario n. 4). Imbocchiamo il bivio per i piccoli romantici borghi di Marsaglia, Rocca Ciglié e Ciglié. Tra castelli e torri medioevali, non perdetevi gli affreschi delle piccole pievi sparse sui bricchi. Sono notevoli esempi di quella scuola monregalese che proprio poco più in basso, a Bastia sulle rocche del Tanaro, ci ha lasciato il proprio capolavoro: la chiesa di San Fiorenzo, un gioiello inatteso e imperdibile. Da Bastia risalirete la valle Tanaro per scendere, passato il Colle di Nava, su Erli, Cisano e quindi Albenga. A questo punto

il mare (e il pesce) vi aspetta!)

 

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